Conservare e rafforzare la tradizione: con queste intenzioni, dal 1967, si svolge a Spilamberto il Palio di San Giovanni. Migliaia di campioni vengono assaggiati nelle stanze di Villa Fabriani, per decretare il migliore abtm prodotto nell’ area degli antichi domini estensi.

Dal 1967, senza soluzione di continuità, il Palio di San Giovanni è una gara fra i campioni di Aceto Balsamico Tradizionale prodotti nell’ area degli Antichi domini estensi conferiti dai vari produttori, che si svolge in Spilamberto in seno alla Fiera di San Giovanni, protettore della cittadina, nella settimana comprensiva del 24 giugno giorno della sua festa. Gli assaggi e le valutazioni si svolgono nelle stanze di Villa Fabriani, sede della Consorteria. Durante i mesi di aprile, maggio e giugno si alternano ai tavoli di assaggio quasi 400 Soci suddivisi in Conduttori del tavolo, Maestri assaggiatori, Assaggiatori e Allievi, cui spetta il compito di valutare i campioni presentati che oggi assommano a oltre 1.300 unità.

Nel giugno 1967 il Comitato organizzatore della tradizionale Fiera di San Giovanni non solo accolse l’ idea di esporre, accanto ai prodotti tipici locali, l’ ‘Aceto balsamico naturale’, ma anche di organizzare e bandire un concorso fra i produttori locali. Fu così che a partire da quell’ anno ebbe inizio la gara che ben presto venne chiamata Palio. La manifestazione registrò un successo superiore a ogni aspettativa ed ebbe risonanza anche nei territori che uscivano dai confini spilambertesi. La graduatoria del concorso venne stilata attraverso le preferenze manifestate dai visitatori in riscontro all’ assaggio degli aceti esposti. Il risultato vide ai primi tre posti Eugenio Tacconi di Spilamberto, Mario Freschi di Spilamberto e Valter Pelloni di S. Cesario sul Panaro.

Dopo questa prima manifestazione gli organizzatori furono indotti a ripetere la gara sia nel 1968, che nell’ anno successivo. Per far sì che le operazioni avvenissero nella più completa serietà e giustizia, l’ esame dei campioni e la stesura della graduatoria, in questi due anni, vennero affidati a una commissione di Assaggiatori, composta da Geminiano Benatti, Francesco Merelli e Armando Pellati, i membri della Delegazione di Modena dell’ Accademia Italiana della Cucina e da Mario Colombini e Manfredo Boselli.

La graduatoria si stabilì mediante la sommatoria di merito, espressa in decimi, per ognuna delle caratteristiche seguenti: densità e colore, profumo, sapore.